Le aromatiche

Una parte del nostro orto è dedicata alle erbe aromatiche, con una collezione che comprende sia piante autoctone che vere curiosità. Anche nella sezione delle aromatiche troverete nel nostro orto i QR-Code che vi consentiranno di accedere, attraverso lo smartphone, alle informazioni ed alle curiosità su ciascuna pianta.

Aneto (Anethum graveolens)
Pianta erbacea dai piccoli fiori appartenente alla famiglia delle Apiaceae. L'Aneto è coltivato come aroma da cucina; se ne possono utilizzare le foglie fresche o i semi essiccati. Analogo al finocchio per l' aroma e le proprietà, è per questo conosciuto anche con i nomi di: finocchio bastardo, finocchio fetido e finocchio rizu. È una spezia molto utilizzata in Germania, nell'Est Europeo, in Scandinavia, in Grecia (dove entra nella composizione del noto Tzatziki) e anche in India e in numerosi altri paesi del mondo, prevalentemente in piatti a base di pesce. Inoltre le foglie, fresche o secche, sono impiegate per aromatizzare differenti preparazioni culinarie, generalmente le insalate, i pesci, le carni e le salse; mentre i semi servono per profumare i liquori e le confetture. Dai semi si ricava anche un olio (Olio di aneto). Le sue proprietà hanno blandi effetti benefici per lo stomaco: digestive, aperitive, carminative (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali), antispasmodiche (attenua gli spasmi muscolari e rilassa anche il sistema nervoso), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina) e anti-infiammatorie (attenua uno stato infiammatorio), calmanti e preparatorie per il sonno.

Basilico (Ocimum basilicum)
Pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, normalmente coltivata come pianta aromatica. Originario dell'India, il basilico è utilizzato tipicamente nella cucina italiana e nelle cucine asiatiche in Taiwan, Thailandia, Vietnam, Cambogia e Laos, per via del marcato profumo delle sue foglie, che a seconda della varietà può essere più o meno dolce o pungente. Il basilico deve essere utilizzato fresco e aggiunto alle pietanze all'ultimo momento. La cottura ne attenua velocemente il sapore fino a neutralizzarlo, lasciando poco del suo profumo. Quando essiccato, perde completamente il suo sapore lasciando un debole profumo di fieno. Lo si può pestare in un mortaio per rompere le cellule che contengono l'olio essenziale, liberandone l'aroma. In frigorifero si può conservare per qualche giorno, avvolto in un canovaccio da cucina. Le foglie congelate conservano, invece, il sapore per diversi mesi.

Camomilla romana (Anthemis nobilis) 
Pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae. Il nome deriva dal greco chamáimelon, parola formata da chamái (del terreno) e mèlon (mela, per l'odore che somiglia a quello della mela renetta). Di questa pianta vengono in genere raccolti i fiori, preferibilmente dopo aver perso i petali ma prima di essersi essiccati sulla pianta stessa. Una comune metodologia di raccolta consiste nel far passare fra le dita (o fra i denti di appositi pettinini) gli steli della pianta in maniera tale da raccogliere solamente i fiori, evitando una lunga fase di pulitura. I capolini si essiccano disponendoli in strati sottili all'ombra; si conservano poi in recipienti ermetici di vetro al riparo da fonti di luce e umidità. Da questi fiori si producono infusi che notoriamente vengono utilizzati per i loro effetti blandamente sedativi. Oltre che alla somministrazione orale, è possibile ricorrere all'uso di preparati di camomilla anche per nebulizzazioni, linimenti anti-stress, impacchi, colliri e collutori (questi ultimi anche assieme alla malva).

Cerfoglio (Anthriscus cerefolium)
Pianta annuale importata in Europa dai Romani dalla Russia meridionale, dal Caucaso o dal Medio Oriente; si è ormai naturalizzata nella flora americana, nordafricana ed europea[1], cresce infatti spontaneamente nei boschi e nei prati. È indicato dovunque possa essere usato il prezzemolo, al quale spesso è preferito per il suo sapore più delicato. Particolarmente indicato con le uova. È molto popolare in Francia dove è aggiunto ad omelette, insalate e zuppe; abbastanza raro da trovare in Italia. Ha proprietà emollienti; perciò è utilizzato per curare contusioni, punture di insetto, occhi infiammati dal sole e dal vento, blefariti, geloni e nella preparazione di cataplasmi. Il decotto era usato anche per lavare le parti arrossate dei neonati. L'infuso è utilizzato per curare idropisia, coliche epatiche, reumatismi, gotta e dolori mestruali. È considerato un purificatore del sangue.

Citronella (Cymbopogon)
un'erba perenne propria delle regioni temperato-caldo e tropicali del Vecchio Mondo, una graminacea affine al sorgo. È anche conosciuta con il nome inglese di lemongrass («erba di limone»). Sono piante a portamento cespuglioso che possono raggiungere anche il metro di altezza. Il fusto è eretto con foglie nastriformi di un bel colore verde intenso tendente al bluastro e ricadenti ed entrambi emanano un gradevole profumo agrumato. La citronella ha un odore che ricorda il limone e viene largamente usata in India e in altri paesi dell'Asia come ingrediente di salse e zuppe. Viene usata in Asia e in Africa per la preparazione di tisane. La citronella viene apprezzata per l'estrazione dell'omonimo olio aromatico. Le candele contenenti quantità significative di quest'olio hanno la proprietà di allontanare le zanzare e per questo uso sono diffuse anche in Italia.

Coriandolo (Coriandrum sativum)
Pianta erbacea annuale della famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae). Appartiene alla stessa famiglia del cumino, dell'aneto, del finocchio e naturalmente del prezzemolo. Coriandrum è una parola latina citata da Plinio (Naturalis Historia), che ha le sue radici nella parola greca corys o korios (cimice) seguita dal suffisso -ander (somigliante), in riferimento alla supposta somiglianza dell'odore emanato dai frutti acerbi o dalla pianta spremendo o sfregando le foglie. Nelle civiltà mediterranee trovò impiego fin nell'antichità come pianta aromatica e medicinale; in alcune tombe egizie viene raffigurato come offerta rituale. Il suo utilizzo da parte dei Micenei è attestato nelle tavolette in lineare B, dove appare definito già come "ko-ri-a-ndo-no". I Romani lo usarono moltissimo e Apicio ne fa la base di un condimento chiamato appunto "Coriandratum". Secondo Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XX, 82), mettendo alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino al levar del sole si poteva far sparire il mal di testa e prevenire la febbre. Dai semi rivestiti di zucchero prendono nome i coriandoli di Carnevale, in un secondo momento pallottoline di gesso, ora dischetti di carta multicolori.

Cumino (Cuminum cyminum)
Il cumino è una spezia derivante dalla Siria di cui si consumano i semi scuri dalla forma molto simile a quelli di finocchio. Il cumino è ricco di ferro, flavonoidi, vitamine e sali minerali tra cui calcio, magnesio e fosforo. Grazie al suo apporto di ferro è utile in caso di anemia e nei giorni del ciclo mestruale. Si narra che in tempi antichi venisse somministrato ai bambini sofferenti di anemia. Originariamente coltivato nell'Iran e nelle regioni mediterranee, il cumino è menzionato nella Bibbia, sia nell'Antico Testamento (Isaia 28:27) che nel Nuovo Testamento (Matteo 23:23). Era conosciuto anche nell'antica Grecia e nell'antica Roma. Greci e romani usavano il cumino ogni giorno come spezia, ma anche ridotto in pasta da spalmare su carne e pane. Le leggende narrano che il cumino fosse perfetto come antidoto per far durare le storie d’amore e non far fuggire amanti o animali. Nell'Asia del sud, il tè di cumino (semi essiccati e bolliti nell'acqua), è usato per distinguere il gonfiore di stomaco dovuto ai gas, da una vera gravidanza. Nello Sri Lanka, tostare i semi e quindi bollirli nell'acqua produce un tè che è usato per calmare gravi problemi di stomaco.

Dragoncello (Artemisia dracunculus)
Pianta perenne, aromatica e amara, appartenente alla famiglia delle Asteracee. È detto anche "dragone", "tarfone", "tragone", "serpentaria". È originaria della Siberia del sud e della Russia meridionale. In Italia è una specie coltivata, raramente cresce spontanea. È coltivata nell'Europa occidentale per i suoi usi gastronomici. Foglie e fiori vengono raccolti nei mesi più caldi. È molto utilizzata nella cucina toscana e in quella francese per insaporire pesce, uova ed altre pietanze. È uno dei componenti principali della salsa bernese che si usa per insaporire la carne alla griglia. Ha proprietà antisettiche e digestive. Le foglie contengono sali minerali e le vitamine A e C. Masticare le foglie riduce la sensibilità delle papille gustative, favorendo l'assunzione di medicine amare. Solitamente le foglie si usano tramite un infuso. Le radici danno sollievo al mal di gola e l'infuso di foglie stimola l'appetito.

Erba cipollina (Allium schoenoprasum) 
Pianta aromatica tradizionalmente inserita nella famiglia delle Liliaceae. L'aspetto di queste piante è erbaceo perenne con una altezza variabile tra 15 – 50 cm. La forma biologica di queste piante è geofita bulbosa, ossia sono piante che portano le gemme in posizione sotterranea. L'erba cipollina si usa quasi esclusivamente fresca poiché ha un aroma lieve che si perde facilmente. Per proporla al meglio i cuochi la tengono come pianta e se ne servono solo al momento dell'effettivo utilizzo, sciacquandola velocemente e sminuzzandola con le forbici. Guarnisce e sottolinea il gusto di crêpes, salse, burri aromatizzati, insalate e zuppe, ma può accompagnare anche il pesce. Grazie alla sua elasticità viene anche usata per legare piccole preparazioni a forma di fagotto, come le crêpes, o mazzetti di verdure lessate e accompagnate da salse, come gli asparagi, o involtini di bresaola alle erbette. È tipica della cucina della Francia, ma è diffusa anche in Italia. Le foglie verdi sono ottime in minestre, in intingoli e insalate.

Erba Luisa o Verbena odorosa (Aloysia citriodora) 
Pianta arbustiva della famiglia delle Verbenaceae. Il nome del genere (Aloysia) è un omaggio a Maria Luisa di Parma (1751-1819), moglie di Carlo IV di Spagna. L'epiteto specifico citrodora deriva dal latino e significa dal profumo di limone. Dalle foglie si estrae un olio essenziale, impiegato nell'industria cosmetica, ricco di composti volatili quali geraniolo, citrale e limonene. Foglie e fiori essiccati si possono usare per profumare armadi e ambienti. In erboristeria si usa nella preparazione di tisane, infusi e impacchi. Si usa in cucina per fare liquori, marmellate, macedonie e come spezia. L'uso prolungato può però provocare disturbi allo stomaco, comprese le gastriti. L'infusione viene usata come digestivo, carminativo e antispasmodico, in caso di dolori dello stomaco o indigestione. Si consuma anche come blando sedativo. Ha una notevole quantità di melatonina, una sostanza usata come rilassante naturale che promuove il sonno notturno. Gli elementi utilizzati in infusione vengono raccolti due volte l'anno, in tarda primavera e inizio autunno. Vengono utilizzate foglie giovani e sommità fiorite.

Issopo (Hyssopus officinalis)
Pianta erbacea molto antica coltivata per le sue proprietà terapeutiche (espettoranti, digestive) e per gli usi in cucina. È originaria dell'Europa del sud e dell'Asia occidentale e cresce spontaneamente in prevalenza nelle zone montane dell'Italia del nord fino ai 1200 m s.l.m. La raccolta per l'estrazione dell'essenza avviene quando la pianta è in piena fioritura cioè a giugno. I rametti si tagliano alla base nel punto in cui finisce la parte legnosa così che la pianta possa ricrescere. Ha un sapore di menta un po' amaro e può essere aggiunto alle minestre, alle insalate o alle carni, anche se dovrebbe essere usato con parsimonia poiché il sapore è molto forte. Entra nella composizione del liquore Chartreuse e di alcuni tipi di assenzio. L'issopo è un ingrediente dell'acqua di Colonia. Viene usato anche in alcune celebrazioni liturgiche della Chiesa cattolica per aspergere l'assemblea di fedeli.

Maggiorana (Origanum majorana) 
La prima descrizione certa di questa pianta (con il nome di Majorana) ci arriva dal XIII secolo per mano di Albertus Magnus, vescovo cattolico, scrittore e filosofo tedesco appartenente all'ordine domenicano. Ma forse era conosciuta già ai tempi di Gaio Plinio Secondo (Como, 23 – Stabiae, 25 agosto 79]), scrittore, ammiraglio e naturalista romano, che descrive un vegetale sconosciuto con il nome di amaracus. Riferimenti a questa pianta si trovano ovunque dall'Europa (Francia, Germania e Spagna) alla Tunisia e fino all'India, coltivata per alimentare l'industria delle essenze con l'"Olio essenziale di maggiorana" usato nella produzione dei saponi, per profumare carni insaccate e naturalmente nell'erboristeria e nella cucina. Si distingue dall'Origanum vulgare per l'odore ed il gusto più delicato. Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose: antidepressiva, antisettica, antispasmodica, espettorante e tonica.

Malva selvatica (Malva sylvestris)
Pianta annuale appartenente alla famiglia delle Malvaceae. Presenta un fusto eretto o prostrato che può crescere dai 60 agli 80 cm. Le foglie di forma palminervia dai 5 ai 7 lobi e margine seghettato irregolarmente. I fiori sono riuniti all'ascella delle foglie, e spuntano da aprile a ottobre, di colore rosaceo con striature scure, con petali bilobati. Il nome deriva dal latino malva ed ha il significato di molle, cioè capace di ammorbidire. La malva può essere assunta sotto forma di verdura contro la stipsi, infuso per idratare e ammorbidire l'intestino, e per regolarne le funzioni grazie alla sua azione lassativa, dovuta alle proprietà delle mucillagini di rigonfiare l'intestino, stimolandone la contrazione e quindi agevolandone lo svuotamento. L'infuso aggiunto all'acqua del bagno funge da emoliente e idratante, o può essere usato come lozione per la pelle arrossata. In cucina si usano i germogli, i fiori freschi o le foglioline.

Melissa (Melissa officinalis)
Pianta erbacea spontanea, perenne e rustica, molto ricercata dalle api ed è appunto per questo motivo che prende il nome dal greco mélissa. Cresce spontaneamente nell'Europa meridionale e nell'Asia occidentale. In Italia la si può trovare lungo le siepi e nelle zone ombrose; viene inoltre coltivata nei giardini. È nota per le sue proprietà medicamentose ed è molto apprezzata anche come erba aromatica. È conosciuta con numerosi nomi comuni: cedroncella, cedronella, citronella, erba bergamotta, erba cedrata, erba limona, erba menta, erba odorosa, erba sana, fior d'ape, limoncina, limonella, melitea, mentuccia. Nell'uso popolare, la melissa viene apprezzata come erba aromatica: le sue foglie fresche sono usate per insaporire molti cibi. I fiori, una volta essiccati, vengono usati in erboristeria; uniti ad altre piante aromatiche servono a preparare decotti o infusi che possono servire come cordiale o tonico. Viene molto usata anche dai frati e dai monaci nella preparazione di ricette medicamentose e aromatiche.

Menta piperita (Mentha × piperita)
La menta piperita è un'erba alta da qualche cm a circa 70 cm, con steli eretti e radici rizomatose che si espandono notevolmente nel suolo. Le foglie sono opposte, semplici, lanceolate e ricoperte di una leggera peluria di colore verde brillante. I fiori sono raccolti in cime terminali, coniche, che fioriscono a partire dal basso verso l'alto. I singoli fiori, simpetali e irregolari, sono piccoli, di colore bianco, rosa o viola; la corolla, parzialmente fusa in un tubo, si apre in due labbra, la superiore con un solo lobo, l'inferiore con 3 lobi disuguali. La fioritura avviene in piena estate e prosegue fino all'autunno. Di sapore intenso, viene raramente utilizzata in cucina dove si preferiscono altre specie di menta; della menta piperita viene perlopiù utilizzata l'essenza nella preparazione di bevande e prodotti dolciari. Nell'aromaterapia viene consigliata come tonificante del sistema nervoso, dell'apparato digerente, del fegato, dell'intestino, per ridurre gli spasmi e la flatulenza. Si rivela un efficace espettorante, analgesico e antisettico. Si utilizza nel caso di cattiva digestione, nausea, diarrea, raffreddore, influenza, acne, mal di denti, emicrania. Viene utilizzata anche in industria farmaceutica come aromatizzante (collutori, dentifrici, tisane), è antinevralgico e decongestionante delle prime vie aeree.

Menta rossa o glaciale (Mentha x rotundifolia)
Da non confondere con il mentastro con il quale ha in comune le foglie di forma simile ma senza peluria. Tutta la pianta emana un intenso e marcato profumo di menta ideale per infusi, nella preparazione del tè e bevande in generale, tuttavia proprio per il suo intenso profumo è molto meno utilizzata nel settore dolciario della varietà piperita. Si abbina tuttavia gradevolmente in alcuni piatti di carne. Cresce in cespugli con fusti eretti fino a 80 cm di altezza e ha foglie rotondeggianti senza peluria color verde intenso, i suoi fiori sono piccoli e di color bianco o rosato, riuniti in spiga all'apice dello stelo. Pianta diffusa maggiormente nei paesi del mediterraneo e in generale nel sud Europa. Predilige terreni umidi e tollera l'ombra tuttavia solo un ambiente soleggiato garantisce un elevato profumo.

Mentuccia (Clinopodium nepeta)
La nepetella era usata comunemente come erba medicinale in tempi medioevali, ma ora è poco usata dagli erboristi moderni. Tutte le parti della pianta hanno proprietà aromatiche, diaforetiche, espettoranti, febrifughe e stomachiche. Gli infusi ottenuti con le foglie sono benefici in caso di flatulenza e debolezza di stomaco. È usata anche contro la depressione, l'insonnia e i dolori mestruali. Non deve essere assunta durante la gravidanza in quanto in dosi eccessive può causare l'aborto. In Sicilia entra a far parte dell'aromatizzazione delle olive da tavola, per il gusto e l'odore che trasmette quando posta in salamoia con esse. Viene utilizzata anche come ingrediente nella preparazione di una tipica frittata pasquale detta "frocia". In generale in cucina è usata come condimento. Nel Lazio si usa per la preparazione dei carciofi alla romana. In Irpinia, (Quaglietta di Calabritto), sotto il nome di "Zenzifero", è unita con ricotta per costituire ripieno di ravioli magri, o frittate. In Calabritto è anche usata per preparare un particolare liquore aromatico. In Toscana, si usa per condire i funghi. Nell'uso culinario non deve essere confusa con la menta romana (Mentha pulegium), la quale ha un sapore molto più forte, ed a Roma viene usata per la preparazione dell'agnello e della trippa alla romana.

Origano (Origanum) 
L'origano è una delle erbe aromatiche più utilizzate nella cucina mediterranea in virtù del suo intenso e stimolante profumo. Si usa in innumerevoli preparazioni su carni e su pesce, nelle insalate e nella pizza. Le cucine dell'Italia meridionale e della Sicilia ne fanno grande uso. L'origano non è importante solo per il suo utilizzo in cucina ma anche per le sue numerose proprietà terapeutiche. I suoi principi attivi sono principalmente i fenoli Timolo e Carvacrolo oltre a grassi, proteine, sali minerali, vitamine e carboidrati. Le sue proprietà terapeutiche sono: antalgico, antisettico, analgesico, antispasmodico, espettorante, stomachico e tonico. Il suo olio essenziale è molto utilizzato nell'aromaterapia. I suoi infusi sono consigliati contro la tosse, le emicranie, i disturbi digestivi e i dolori di natura reumatica svolgendo una funzione antinfiammatoria. L'Origano è anche un buon repellente per le formiche: basta cospargerlo nei luoghi frequentati e ricordarsi di sostituirlo spesso per tenerle lontane.

Origano cubano (Plectranthus amboinicus)
Pianta arbustiva a tendenza strisciante o rampicante. Può superare il metro tanto in altezza come in ampiezza (in particolare gli esemplari selvatici). Questo ampio arbusto molto aromatico è dotato di fusti carnosi che crescono per 30-90 cm; presenta foglie intere, molto spesse, da ovate a sub-orbicolari, con apice del lembo a forma conica. Il sapore delle foglie è piacevolmente aromatico, particolarmente gradevole e fresco. I fiori, di colore viola chiaro, sono disposti in verticilli distanziati ad ampi intervalli sul racemo lungo e sottile da cui nascono. La pianta si sviluppa facilmente su suoli ben drenati e in posizione semiombreggiata; sensibile alle gelate, predilige zone tropicali e subtropicali. L’origano cubano ha un gradevole e rinfrescante sapore di origano. Alle Barbados le foglie si mangiano al naturale, su altri cibi per aromatizzarli, oppure come ingrediente nelle ricette tradizionali, come il tipico Barbadian Bajan, un condimento per il pesce. L’origano cubano è immancabile nella cucina locale, e l’antica usanza era di friggerne le foglie per mangiarle come il bacon: da qui il nome popolare con cui è conosciuto (poor man’s pork). Oggi si stanno però perdendo le conoscenze relative alle sue proprietà benefiche, e sono in pochi a farne ancora uso.

Prezzemolo (Petroselinum crispum)
Pianta biennale della famiglia delle Apiaceae, originaria delle zone mediterranee. Cresce spontaneamente nei boschi e nei prati delle zone a clima temperato; teme infatti il freddo intenso. Le foglie e i fusti, e più raramente la radice, sono le parti utilizzate, sia per il consumo fresco sia per la preparazione di salse, zuppe e pesce. Il prezzemolo ha proprietà diuretiche e sudorifere, dovute principalmente ad una sostanza flavonica: l'apioside. Nell'erboristeria cinese è utilizzato anche come rimedio per la pressione alta. L'impacco di foglie pestate è usato per alleviare punture di insetti, contusioni e mal di denti. La polpa delle foglie applicata sulle mammelle fa regredire il latte.

Rafano o Barbaforte (Armoracia rusticana)
Si tratta di una pianta rustica e perenne, alta circa 50 cm, con foglie grandi e ruvide, di colore verde intenso. I fiori compaiono all'inizio dell'estate: si tratta di piccoli fiori bianchi con quattro petali disposti in croce e riuniti tra loro in racemi. È originaria dell'Europa centrorientale ma è diffusa in coltivazione, per la radice a rizoma dalla quale si ricava la salsa, sia in Europa sia in Nordamerica e in Asia occidentale. La radice del rafano ha un sapore dolce, leggermente piccante e soprattutto fortemente aromatico e balsamico (si avverte decisamente nelle vie respiratorie e causa lacrimazione). Il rafano è usato, nella cucina tradizionale della Basilicata, per la preparazione della cosiddetta rafanata materana, in cui il rizoma grattugiato fresco è unito a formaggio pecorino, uova sbattute, prezzemolo e pepe nero per la preparazione di una frittata alta anche alcuni centimetri, ricca pietanza tipica del periodo di Carnevale. Il rafano crudo è il condimento principe dello 'Ndrupp'c, o "intoppo", il ragù tipico della città di Potenza: viene grattugiato fresco, direttamente sul piatto di ragù appena preparato, in aggiunta al formaggio, e subito portato in tavola. Utilizzato il tal modo viene ironicamente definito dai Potentini "u tartuf' d'i povr' òmm" (trad. "il tartufo dei poveri"; letteralmente, "il tartufo dei poveri uomini"). Nella provincia di Potenza è utilizzata anche la foglia per aromatizzare minestre a base di verza. Viene anche utilizzato per creare un surrogato del wasabi. Nella cucina triestina, il rafano grattugiato fresco è usato come condimento essenziale per gli antipasti a base di prosciutto cotto in crosta di pane o di prosciutto cotto tipo "Praga".

Rosmarino (Rosmarinus officinalis) 
Arbusto appartenente alla famiglia delle Lamiaceae originario dell'Europa, Asia e Africa, ora spontaneo nell'area mediterranea nelle zone litoranee, garighe, macchia mediterranea, dirupi sassosi e assolati dell'entroterra, dal livello del mare fino alla zona collinare, ma si è acclimatato anche nella zona dei laghi prealpini e nella Pianura Padana nei luoghi sassosi e collinari. Il nome del genere deriva dalle parole latine ros (rugiada) e maris (del mare). E' utilizzato come pianta ornamentale nei giardini, per bordure, aiuole e macchie arbustive, o per la coltivazione in vaso su terrazzi. Nell'industria cosmetica come shampoo per ravvivare il colore dei capelli o come astringente nelle lozioni; nelle pomate e linimenti per le proprietà toniche. In profumeria, l'olio essenziale ricavato dalle foglie, viene utilizzato per la preparazione di colonie, come l'Acqua d'Ungheria. Come insettifugo o deodorante nelle abitazioni (se ne bruciano i rametti secchi). Per la produzione di un miele monoflora in quanto i fiori sono particolarmente melliferi. In campo alimentare, sotto forma di estratto, viene usato come additivo dotato di proprietà antiossidante ed etichettato con la sigla E392.

Rucolina selvatica (Eruca vesicaria)
La rucola è una pianta erbacea della famiglia delle Brassicaceae (Cruciferae) e ne esistono due varietà: la rucola domestica e la rucola selvatica. Le due piante differiscono di poco se non per i bordi delle foglie, leggermente più frastagliati in quella selvatica così come per il gusto più intenso e piccante. La rucola viene coltivata tutto l’anno in serra e ha una crescita molto veloce: per il completamento del ciclo vegetativo infatti impiega solo poche settimane. È apprezzata per le sue proprietà digestive, diuretiche, digestive, toniche ma anche per il contenuto di vitamina C e sali minerali (potassio, ferro, calcio, fosforo). La rucola è una pianta ben nota fino dall’antichità: già i romani infatti utilizzavano foglie e semi in decotto, per la preparazione di filtri amorosi, attribuendole proprietà magiche e afrodisiache. Veniva tra l’altro coltivata in terreni dove sorgevano le statue erette in nome di Priapo, dio della virilità e Ovidio nel suo poema “Ars Amatoria” la cita con il nome di “eurca salax” o “herba salax” - erba lussuriosa.

Ruta (Ruta graveolens)
È comune in Italia a volte spontanea al disotto dei 1000 metri di altitudine. Ha un aroma piacevole, non eccessivamente spiccato e viene utilizzata per aromatizzare la grappa. I semi insieme alle foglie di menta vengono usati per aromatizzare la carne di selvaggina. Gli estratti di ruta sono potenzialmente utili come un bloccante dei canali del potassio. Vengono utilizzati per trattare molti problemi neuromuscolari e per stimolare l'inizio delle mestruazioni, possiede inoltre un effetto emmenagogo ed effetti abortivi pertanto non può essere usato dalle donne in età fertile. Inoltre, la ruta ha un effetto spasmolitico a dosi relativamente basse per questo motivo dovrebbe essere assunta con cautela, considerando il potenziale di gravi effetti collaterali; inoltre, gli studi clinici sono limitati.

Salvia (Salvia officinalis)
È una pianta a portamento cespuglioso, con fusto molto ramificato e foglie picciolate di colore grigio-verde, ricche di oli essenziali che le conferiscono il caratteristico aroma. I fiori sono ermafroditi, di colore violetto e sbocciano in primavera. La parola salvia proviene dal Latino salvere (salvare) riferendosi alle proprietà curative attribuite a questa pianta. La Salvia è una pianta tipica delle zone mediterranee utilizzata già dagli antichi Romani e dai Greci per le sue proprietà curative. Alcune specie hanno applicazione nell'alimentazione o in erboristeria. Alcune specie (in particolare Salvia divinorum) contengono sostanze allucinogene. Infine, molte specie hanno usi ornamentali: tra le più nota Salvia splendens e Salvia elegans, anche se la stessa Salvia officinalis trova impiego per scopo ornamentale.

Santoreggia montana (Satureja montana)
Erba aromatica spontanea diffusa sui nostri monti, in particolare su tutto il costone La Ripa. Nota come erba officinale fin dai tempi dell'antica Roma, pare debba il suo nome alle presunte proprietà afrodisiache. Secondo alcuni, infatti, il nome "Santoreggia" deriverebbe da "satiro", mitica creatura dei boschi dalle sembianze metà umane e metà caprine caratterizzato da istinti particolarmente lussuriosi. A parte queste presunte doti, in cucina è una eccezionale aromatica.


Senape bianca (Brassica alba)
Pianta annuale della famiglia Brassicaceae. Coltivata per i suoi semi, come foraggio e come concime per prati, è oggi diffusa in tutto il mondo, sebbene sia originaria probabilmente del bacino del Mediterraneo. I fiori gialli della senape producono silique pelose, che contengono di solito una mezza dozzina di semi, con diametro di 1 - 1,5 mm, di colore variabile dal beige al giallo al marrone chiaro. I semi possono essere usati interi come sottaceto o tostati per condire pietanze. Quando sono macinati e mescolati con altri ingredienti, si produce una pasta o un'altra forma più comune. I semi contengono sinalbina, un tioglicoside responsabile del loro sapore pungente. La senape gialla ha una piccola quantità di oli volatili e il gusto è più leggero di quello dei semi di senape nera. In Grecia le foglie della pianta si possono consumare durante l'inverno, prima che fioriscano; i greci le chiamano "vrouves" o "lapsana".

Senape nera (Brassica nigra)
Probabilmente la prima ad essere coltivata come spezia. Semi risalenti all'età del bronzo sono stati trovati in una palafitta sul lago di Bienne in Svizzera e in un'imbarcazione cinese della preistoria. Era diffusa nell'Antico Egitto e fu esportata in Europa e in Asia. Gli spagnoli la introdussero nelle Americhe. Le sue piante possono arrivare a 3 metri ed il sapore dei semi, piuttosto piccoli, è pungente. Era coltivata nell'antichità nel Mediterraneo ed era usata per cataplasmi ad azione congestionante e rivulsivante. I semi, piccoli, color marrone scuro, forniscono la base per la preparazione della migliore senape da condimento, ma il basso rendimento dovuto alla perdita parziale della semenza prima del raccolto ha portato in parte all'abbandono di questa coltura.

Stevia (Stevia rebaudiana)
Pianta erbaceo-arbustiva perenne, di piccole dimensioni, della famiglia delle Asteraceae (Compositae), nativa delle montagne fra Paraguay e Brasile. La stevia è conosciuta da molti popoli dell'area geografica sudamericana da diversi millenni, oltre che per il potere dolcificante delle sue foglie, anche per le proprietà medicinali, infatti è stata correntemente usata da secoli dai popoli indigeni del sud America per le sue doti antinfiammatorie e antiossidanti, ed è usata ancora oggi. Viene usata come dolcificante, in quanto è molto più dolce del comune saccarosio. I principi attivi sono lo stevioside, e il rebaudioside A, che si trovano in tutte le parti della pianta ma sono più disponibili e concentrati nelle foglie, che quando sono seccate (disidratate), hanno un potere dolcificante (per effetto della miscela dei due componenti dolcificanti) da 150 a 250 volte il comune zucchero. Contrariamente allo zucchero i principi attivi non hanno alcun potere nutrizionale (zero calorie), e sono relativamente stabili nel tempo e alle alte temperature, per cui conservano perfettamente le loro caratteristiche anche in prodotti da forno o in bevande calde, diversamente da altri dolcificanti di sintesi come l'aspartame, che subisce degradazione.

Timo (Thymus vulgaris)
Pianta arbustiva perenne alta fino a mezzo metro, con un fusto legnoso nella parte inferiore e molto ramificato che forma dei cespugli molto compatti. Le foglie sono piccole e allungate, con una colorazione che varia dal verde chiaro, al grigio, all'argento. I fiori hanno un colore bianco - rosato, crescono dove le foglie si staccano dal fusto con infiorescenze a spiga. Le virtù del timo sono legate alla presenza di un particolare fenolo: il timolo, potente antisettico, antispasmodico e vermifugo. Le sue proprietà antisettiche sono conosciute sin dall'antichità e nell'”Herbario novo”, un saggio rinascimentale sulle piante medicinali, il timo veniva consigliato, cotto nel vino, per combattere l'asma e le infezioni della vescica. Inoltre, fino al primo dopoguerra, la maggior parte dei disinfettanti più diffusi era a base di timo. Potente digestivo e carminativo, è efficace contro le infezioni alle vie urinarie e le infiammazioni dell'apparato respiratorio ed è un ottimo rimedio contro la tosse, asma, bronchite e raffreddore per le sue proprietà balsamiche e fluidificanti. Le caratteristiche aromatiche del timo sembrerebbero utili per contrastare il mal di testa.

Timo Limone o Timo Limonato (Thumys citriodorus)
Con il suo gusto intenso di agrume, il timo limone viene utilizzato molto diffusamente in cucina, sia in Europa che nei paesi orientali. Tra i vari utilizzi si trova: nella cottura delle carni alla griglia e bollite, dei pesci alla griglia ed al forno, per aromatizzare le insalate, nei condimenti dei primi piatti di pasta e riso. Ottimo per rendere più gustose le verdure alla griglia o al vapore, per le patate al forno, ed i funghi trifolati. Viene utilizzato anche nella conservazione della frutta sotto spirito, nei sorbetti di frutta, negli infusi di erbe, nei liquori aromatici, e negli aceti alle erbe. Poche foglie, sia secche che fresche donano un intenso aroma di limone.

Zenzero (Zingiber officinale)
Pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del Cardamomo) originaria dell'Estremo Oriente. Coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale, è provvista di rizoma carnoso e densamente ramificato dal quale si dipartono sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili, portanti fiori giallo-verdastri con macchie porporine. Il rizoma essiccato, generalmente commercializzato in polvere, è impiegato come spezia in cucina e nella preparazione di liquori e bibite (in particolare del Ginger ale) come aromatizzante. Ha proprietà stimolanti la digestione (stomachico), stimolanti la circolazione periferica, antinfiammatorie e antiossidanti, e si ritiene tradizionalmente contribuisca alla conservazione e all'esaltazione dei sapori delle pietanze cui è solitamente associato. Il rizoma possiede una evidente azione antinausea, antiemetica (contro il vomito), antipiretica e antinfiammatoria. C'è una gran varietà di usi per lo zenzero, nella medicina popolare. Il tè di zenzero è un rimedio per il raffreddore. Tre o quattro foglie di basilico sacro, insieme con un pezzetto di zenzero a stomaco vuoto, sono una cura efficace per congestione, tosse e raffreddore. Il Ginger ale e la birra di zenzero sono stati raccomandati come "calmanti per lo stomaco" per generazioni, nelle nazioni dove tali bevande vengono prodotte, e l'acqua di zenzero era comunemente usata per evitare i crampi da calura, negli Stati Uniti.